Zia Marta inverno

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domenica 12 gennaio 2014

Il pane "di casa"

Da portarsi appresso 

Ci sono sapori che conosciamo da sempre ed apprezziamo particolarmente. Quando manchiamo da casa per un certo tempo "i nostri sapori" ci mancano, anche se prendiamo abitudini differenti e scopriamo tante altre cose, magari migliori ma decisamente  "estranee". 
Ho avuto conferma che sarebbe rientrato mio figlio, per un giorno soltanto, mi sono subito organizzata e ho preparato  per lui quelle "cosette" che apprezza e gradisce. La fortuna talvolta mi premia e questa volta sono riuscita a fare una gran bella figura...
Ci sono segreti che, anche se detti, rimangono tali...


Non si può condividere un profumo e nemmeno un sapore se non si è davvero insieme. Provateci a ricercare i vostri "sapori di casa" e se non li possedete ancora, createli velocemente, fate in modo che diventino talmente famigliari da essere un po' idealizzati e attesi, ricercati e poi finalmente assaporati (magari tutti insieme, con i vostri cari). La passione per fare il pane in casa è stata per un certo periodo la "specialità" di mio marito, che faceva principalmente il pane "in cassetta" di moda un po' anglosassone. Io invece sono sempre stata predisposta alle innovazioni, prendendo talvolta "cantonate pazzesche". 

Certe volte mi tradisce il lievito, ma ormai ho capito diverse cosette:
Ho creato uno spazio di lievitazione, posto sopra all'attuale forno ventilato, che uso normalmente e se non interrompo le mie produzioni e mantengo continuità, riesco ad ottenere ottimi risultati.  Se "ci perdo la mano" devo poi ricominciare da zero per ritrovare l'armonia della lievitazione. Sembra una sciocchezza, ma non lo è affatto. Almeno per me. Ogni tipologia di pane nasconde un segreto, ovvero una sorpresa per chi lo trova pronto: i miei pani, quelli di quando sono ispirata, nascondono anche sapori diversi.


Ho scoperto che, aromatizzando lo strutto con spezie ed erbette, posso ottenere risultati buoni tagliando, nell'impasto pronto, delle formine a ciambella: lievitando si chiude il foro centrale, lasciando un incavo dove pongo un pezzetto di  strutto aromatizzato che, cuocendo, si sparge su tutta la superficie. 
La "grissa lunga" invece è una striscia ripiegata, che gonfiando si attacca e lascia un'ampia fessura nella lunghezza, dove posso versare l'olio extravergine e spargere un'aggiunta di sale, prima della cottura... 
Il segreto dei miei panini "da colazione" oppure da merenda, consiste invece in una aggiunta variabile, che nascondo all'interno. Può trattarsi di formaggio, di prosciutto o salsiccia... insomma, se è variabile, dipende un po' da quel che c'è e si scopre solo tagliando il panino... 
Divertente, vero? Poi ogni "panettiere" ha i suoi segreti, tutti diversi e tutti speciali.
Io ho imparato da poco che il pane deve cuocere, per poco tempo, ad alta temperatura ed ora riesco ad evitare la crosta dura. Inoltre certe farine sono più adatte di altre, facilitano la lievitazione, pur essendo semplici e normali farine senza aggiunte particolari... Dipende dalla marca? Sicuramente è la qualità, che io identifico con una marca, piuttosto che con un'altra e ormai cerco soltanto quella per il pane e quell'altra per le torte a lievitazione istantanea...


E poi, non fatevi ingannare dal colore, se non spennello le forme, prima di entrare in forno, con l'uovo sbattuto (albume e tuorlo insieme) anche il mio pane rimane "anemico" invece, con un po' di colore, è tutta un'altra cosa. E pensare che si tratta soltanto di acqua salata e farina. Davvero una bella magia!