Zia Marta inverno

Zia Marta inverno

domenica 15 dicembre 2013

Trecce, ghirlande e corone

Di quale stile le vorrei?

Credo che trecce, e ghirlande siano di tradizione nordica, ma l'idea dell'intreccio è presente in ogni cultura, ovviamente ogni etnia da sempre produce in maniera differente, o meglio difforme, in base anche ai materiali di cui dispone e che determinano la finezza.
In questo periodo dell'anno, si riproducono in ogni modo e maniera intrecci quasi omologati, che ricordano, più o meno fedelmente, fredde località nevose, ubicate laddove ci sono conifere in abbondanza. In quei luoghi, con coerenza, si posizionano, a contorno di finestre e portoni, ricchi addobbi sontuosi, di essenze sempreverdi, verdissime o argentee.
Tutto quello che viene riprodotto, nella società del consumismo, è tendenzialmente in plastica; essendo associato all'idea del Natale, si ravviva con vistosi nastri rossi e spesso si completa con pigne... talvolta tristemente dorate. Ma c'è sicuramente di peggio: quando vengono usati sintetici materiali luccicanti di oro ed argento, lasciatemelo dire, eccessivi ed orrendi, sempre vedendoli nelle vetrine mi domando chi li compra, ma se vengono prodotti c'è chi li richiede. Giustamente, non tutti i gusti sono uguali. 



 Puppy e l'ippocastano 
Ecco, quelle sopra descritte, forse corrispondenti all'immaginario comune del momento, non sono le ghirlande e le corone che solitamente produco io. Ma non lo dico per presunzione, sono semplicemente cose diverse. Questo termine "semplicemente" diventa anche in tal caso, piuttosto significativo. La corona, altro non è che una ghirlanda chiusa ad anello e potrebbe essere molto bella in qualsiasi periodo dell'anno, io ad esempio ne ho certe, appese al muro da anni, che ogni tanto modifico e le sento parte dell'arredo della mia casa, sono naturali, non esalano tossine e non inquinano lo spirito... tanto è vero che, per liberarmene, certe le ho bruciate nel caminetto, allo scoccar dell'anno nuovo.

La corona di Anna
La nostra fantasia spesso si alimenta con gli ingredienti che meglio conosciamo e di cui disponiamo. Ecco che, chi solitamente cuce tessuto e attacca bottoni, penserà di realizzare intrecci e corone con questi elementi, ottenendo risultati originali e gradevoli, pieni di significato e si spera di buon gusto. Ne ho viste certe decorate con i bottoni, che erano bellissime. Ad esempio, per anni mia sorella ha realizzato fantastiche corone di lucidi tessuti imbottiti, intrecciati con magici nastri eleganti, perché lei cuciva e creava accessori di moda, affinando il suo gusto anche attraverso quel mezzo; la sua competenza era nel settore della confezione sartoriale e le sue corone e ghirlande non tradivano quella formazione, regalando risultati incantevoli di armonia e ricercatezza.
Zia Marta per tutto l'anno
Per contro, io ho sempre intrecciato corone rustiche e naturali, attingendo nel bosco e in campagna gli elementi necessari a quel mio lavoro del momento. 
Ancor oggi, se intreccio corone, mi ritrovo a cercare nel bosco quello che mi serve e la mia fantasia in quell'ambito si alimenta; l'arricchimento dell'intreccio, nel mio caso, viene poi sommando ulteriori elementi che, in qualche modo, fanno parte del mio vissuto e completano "l'opera"



Ho un terreno incolto, zona di passaggio per cinghiali e caprioli, dove le viti inselvatichite continuano a gettare tralci improduttivi, anche per me, proprio quello, è territorio "di caccia" dove raccolgo il materiale utile per realizzare le mie "costruzioni" nel rispetto dei gusti di tutti quelli che non apprezzano i miei soggetti.
Essendo rustica e selvatica, evidenzio queste belle caratteristiche, anche in tutte le mie corone. Indipendentemente dal materiale che uso, il profumo dominante è quello della selva. Inoltre, dal momento che sempre conservo, raccolgo e riciclo, materiali diversi, realizzo soggetti esclusivi per caratterizzare ogni creazione.  Penserete: "Che personaggio, meglio perderla che trovarla..." Tranquilli, non mordo. Anzi, sono disponibile, vi spiego come si lavora, alla mia maniera... 


Per fare la corona intrecciata, consiglio di usare un unico materiale e per iniziare, partirei usando i più semplici. Se abbiamo la disponibilità di un salice, dovrà essere una corona fatta esclusivamente con rami di salice, ugualmente se vorremo usare la passiflora (sono i due elementi più facili da trattare perché mantengono una buona flessibilità). L'ideale sarebbe intrecciare corone sin che la pianta è attiva, quando si effettua la potatura, non lasciando seccare quanto potato. Spesso io utilizzo la vite e dopo aver raccolto rami e tralci potati, li porto a casa e li intreccio fra loro senza fissarli con niente altro che i rami stessi, sino a raggiungere la pienezza necessaria. Realizzo intrecci piuttosto radi, dove vado poi ad inserire altri elementi.

La proposta di oggi
Quindi faccio presto, oggi in mezz'ora ne ho preparati 3 diversi, che mi sono stati suggeriti dagli stessi tralci, con il loro andamento naturale.
Completata la corona si taglia l'esubero, particolarmente sul lato da accostare al muro, soltanto per mantenere una certa aderenza nel momento in cui, la nostra corona, verrà posizionata. Finito l'intreccio si sceglie la parte superiore e si lega uno spago con due nodi, uno vicino alla corona e l'altro all'estremità, formando un'asola per appendere la corona ad un chiodo.
Adesso siamo pronti a completare l'opera... attualmente dispongo di foglie di roverella e di ghiande in grande quantità, pertanto userò questo materiale per una delle mie corone, quella che propongo oggi.

primo stadio
secondo stadio
Raccolti dei rametti con le foglie ancora attaccate, con pazienza li potrei inserire nell'intreccio di base. La roverella non perde mai tutte le foglie quindi, in tal caso, mi facilita il compito. Ho deciso però di preparare elementi sciolti, che potrò usare anche come segnaposto a tavola (li ho incollati a delle piccole mollette che pinzerò poi al bigliettino, con il nome del commensale. Ho usato la colla a caldo, ma vanno bene anche i collanti ad asciugatura immediata (pur che rimangano trasparenti). Ho aggiunto alle ghiande della roverella, le nocciole, alcune piccole pigne e delle arachidi in guscio, ma potevo anche usare le noci o i melograni nani. Vado così a completare, pinzando ai tralci di vite della corona i miei elementi decorativi che, volendo ottenere un lavoro definitivo, potrebbero essere incollati direttamente, senza usare le mollettine.

Se volete ravvivare l'insieme e renderlo "più natalizio" aggiungete un po' di nastro ed un biglietto augurale, quello che ho messo io è il massimo dell'essenzialità (certo farete di meglio) è un foglietto bianco appoggiato su una base di carta riciclata, che preparo io con il macero delle fotocopie mal riuscite. 


Quello che mi sento di raccomandare, sempre, è la sobrietà negli elementi, non è detto che "tanto" sia bene, spesso il tanto diventa "troppo" a svantaggio dell'eleganza. 

preziosa, senza dare nell'occhio
Un'altro suggerimento che posso dare è quello di aggiungere piccoli elementi preziosi, 
particolarmente se le corone sono destinate ad adornare la vostra casa delle feste.  
La rusticità della corona evidenzia il particolare "prezioso" e denota una certa qual ricercatezza
 che non guasta...

In questo secondo esempio, con foglie verdi, appena appassite (che prima o poi ingialliranno, diventando davvero fantastiche)
 la particolare pigna, appesantisce la parte bassa, lasciando un po' distaccati, in maggiore evidenza, i due uccellini antichi, di vetro soffiato, posati con leggerezza (hanno le pinzette) tra le fronde profumate dell'alloro...






Inoltre, non dimentichiamo che: poco oro impreziosisce, troppo oro, anche nei decori, diventa ostentazione, come addosso alle persone...

Direi di aver trattato l'argomento in modo esaustivo, se ci sono domande sono qui, nel giardino di Zia Marta ad intrecciare le mie rustiche ghirlande e a fare altre cose, più o meno inutili, che mi tengono molto impegnata, anche nel "tempo libero"... ma libero da cosa? Bene o male io lavoro sempre.