Zia Marta inverno

Zia Marta inverno

sabato 14 dicembre 2013

Ortiche fuori stagione...

Cose che cambiano.


Ricordate? Sino allo scorso anno raccoglievamo le prime ortiche in primavera. Stiamo davvero perdendo tutti i riferimenti: Anche la natura ha cambiato le "usanze".
Oggi, mentre andavo in campagna a raccogliere rami per i miei decori natalizi, mi sono stupita, vedendo le punte di ortica già pronte da cogliere. Che cosa succede? Indubbiamente la temperatura è primaverile, le giornate di sole si susseguono e qui, sulla costa ligure, non abbiamo ancora tirato fuori il cappotto...
Ma che ci fossero le erbe primaverili da cogliere, mi è parso strano. Ho cambiato i miei programmi per la giornata e dopo aver raccolto le ortiche, sono andata a preparare una crema fuori stagione...



 Ero attrezzata con guanti e cesoie, e poi ho colto soltanto la quantità che mi serviva, potrò tornare nuovamente a rifornirmi in qualsiasi momento. Il primo passo da fare è quello di lavare le ortiche, anche se sono appena nate è bene farlo con cura, io lascio solitamente tutte le verdure in acqua con un po' di bicarbonato (per fare in modo che gli eventuali bruchi si stacchino...). Passo obbligato, dopo aver sciaquato ancora sotto all'acqua corrente, è quello di scolare bene e passare in centrifuga. Io non tocco mai le ortiche a mani nude, nonostante sia stata una delle prime cose che Nonna Pina mi ha insegnato a fare (sono timorosa perchè da bambina c'ero caduta dentro, con risultati tremendi).

Mi aiuto con una schiumarola a compiere tutte le operazioni sin qui descritte. Solo dopo aver bollito le ortiche mi sento libera e tranquilla di "toccare con mano"
Solitamente porto a bollore una quantità di acqua sufficiente a coprire le ortiche, che metto in pentola, senza sale e lascio cuocere per 10 minuti al massimo.
Anche gli steli , ancora fragili, cuociono senza problemi, presentandosi morbidi.
Dopo  ever scolato le ortiche le passo in un piccolo tritatutto, capace di omogeneizzare, lo usavo quando avevo i figli piccoli, funziona benissimo e purtroppo non si trovano più i ricambi (speriamo che il coperchio tenga perchè è quello che ne aziona le funzioni).


Comunque trito bene e colo l'acqua di cottura che userò in parte per completare la mia crema... Preparo adesso una padella con tre o quattro cucchiai di farina; a fiamma molto bassa vado ad amalgamare la farina con il burro e aggiungo il latte poco alla volta, per fare una besciamella piuttosto consistente, se rimangono grumi, la passo all'omogeneizzatore e risolvo il problema...
La besciamella si può preparare anche in una pentolina profonda, ma io, soltanto per abitudine, preferisco usare una padella alta antiaderente. Andrò quindi ad unire il passato di ortica alla besciamella rimescolando (fuori fiamma) e soltanto allora unirò parte dell'acqua di cottura colata (rimangono sempre i semini duri che l'ortica porta sotto alle foglie, per intenderci le parti che da crude sono urticanti )


Solitamente io aggiungo latte e acqua di cottura,  in pari quantità e soltanto quando tutti i componenti sono in pentola, aggiungo il sale necessario, mantenendo così il bel colore verde dell'ortica che, mescolata con latte e farina, si schiarisce ed assume una delicata tonalità pastello...
Il procedimento per fare la crema di ortiche, con la ricetta di Nonna Pina, può sembrare un po' complicato, ma in effetti, con gli utensili giusti, ci vuole più a dirlo che a farlo. Pensate che una volta preparavano questa "zuppetta" (perchè si completa poi con il pane tostato) con i semplici strumenti di cui disponevano, magari quella non rimaneva perfettamente "vellutata" ma, con il pane raffermo che usavano, i grumi si confondevano... inoltre non erano certo così raffinati, i montanari di cui ogni tanto io racconto...

Tornando alla nostra crema vellutata di ortiche, fuori stagione, si potrebbe pensare che non sia affatto consona al periodo pre natalizio che stiamo vivendo, la possiamo considerare una "primizia" involontariamente trovata. Io non compro mai primizie, ma se le trovo in natura, vuol dire che sono un dono anticipato del Buon Dio...
Tornando a casa ero passata davanti all'orto di Zia Marta ed ho raccolto ancora un po' degli ultimi ciliegini, lasciati a maturare sulle vecchie piante ancora attive.
Ebbene, mi sono tornati utili...

Vedendo la presentazione del mio piatto, si direbbe che "lo stile" è quello giusto, proprio adeguato a questi ultimi giorni che ci separano dal Natale: c'è il verde, il rosso, poco prezioso oro dell'olio extravergine ed una bella "nevicata" di grana...