Zia Marta inverno

Zia Marta inverno

sabato 16 novembre 2013

Verso l'autosufficienza

Scelte sostanziali

 Capita spesso di ragionare sulle scelte di altri; spesso si giudicano "scomode" senza aver capito la dinamica delle cose, particolarmente quando si tratta di uno stile di vita tanto diverso dal nostro. Decidere di vivere in campagna, per intrapprendere un cammino di autosufficienza alimentare, può sembrare una scelta stravagante e contorta... Non serve lasciare la città o decidere a priori di andare contro corrente, c'è un seme dentro di noi che talvolta germoglia. Non sempre e non per tutti.
Il fatto stesso di produrre qualche cosa, piuttosto che comperarla già pronta, è un sintomo chiaro che, quel particolare seme, può trovare in noi terreno fertile. 

Fedra, Fedora e Guendalina

 Per diventare sarte, si può iniziare cucendo un orlo, ugualmente, cuocendo un uovo, si può iniziare il cammino per diventare cuochi stellati.  Però, quando tu sei predisposto all'autosufficienza, se il tessuto da orlare, o l'uovo da cuocere, si rivelano per te l'elemento mancante, il rischio potrebbe essere quello di andare a filare la lana e allevare galline.
Chicca e Pallina


Ugualmente, se ti piace il formaggio, rischi di finire a mungere caprette, con tutto quel che ne consegue: casa in campagna, terreni da accudire, orto biologico, conserve da preparare e giornate che non finiscono mai.
Per quanto mi riguarda, già da bambina, mi sono ritrovata, inconsapevolmente,  a supplire alla "mancanza" di determinate cose che non avevo e desideravo, contando sempre sulle mie sole forze, con risultati talvolta infelici. Fin da allora, pur di ottenere quello che mi serviva o che comunque volevo, ho iniziato ad inventare, creare e costruire, in completa autonomia.


Di agricoltura non ne sapevo nulla, ma quel seme stava già manifestandosi, anzi germogliava e cresceva in me  pericolosamente, avendo trovato terreno fertile.
Fare le maglie con ferri ed uncinetto, cucire abiti, creare gioielli e poi crescendo progettare e costruire elementi in muratura e di arredo, mi hanno convinta di essere sulla strada giusta per l'autosufficienza. Ho iniziato così a documentarmi, a studiare cose sempre diverse, a formare un bagaglio culturale ricco, che mi proiettasse verso la totale autonomia. Da allora ho viaggiato spedita, tanto sicura da trovare nuovo slancio, per intrapprendere  iniziative diverse, sempre più ambiziose, conseguendo buoni risultati.
 
conserve con i prodotti dell'orto


In funzione del modo di essere, le scelte si plasmano, ci si ricerca tra pari e presa coscienza delle stesse passioni, si unificano gli obiettivi. Trovato poi un compagno per la vita, tendi a ricreare quell'unità autonoma che è la "famiglia autosufficiente" dove ogni elemento può svolgere la propria parte, finalizzata a completare un progetto di vita comune, armonico, quasi perfetto.


Però non è detto che i tuoi ideali siano validi anche per i tuoi figli, serve un grande carisma per far attecchire in loro quello stesso "credo". Se, con il passare degli anni, qualche cosa si spezza, sei davvero perduto, rischi seriamente di finire ai margini, nella colorata società del consumismo.
Accade particolarmente se rimani da solo a portare avanti il progetto di quello che avrebbe dovuto, o potuto, essere un sodalizio fra più elementi, contagiati dallo stesso male, proiettati verso la medesima armonia.



L'orchestra stonata, perdere colpi e nessuno più l'ascolta.


La colomba solitaria

Riuscire ad essere autosufficiente, è stata ed è, la più bella utopia in cui ho creduto.
Anche adesso, che non sono più supportata dalla giovinezza e dall'incoscienza,
vado sempre nella stessa direzione, ritrovandomi a fare scelte "scomode" spesso da sola,
sempre e comunque, con il massimo risultato possibile.