Zia Marta inverno

Zia Marta inverno

sabato 23 novembre 2013

Aroma di mirto...

Profumo di Sardegna.

Solo la scorsa settimana notavo che, le piante di mirto, oltre ad essere cariche di bacche nere, portavano nuovi e bellissimi fiori. Sfiorando le piante, come sempre, associavo l'aromatico profumo del mirto, al mio giovanile soggiorno in Sardegna. A pochi giorni di distanza l'attenzione generale converge proprio su quelle zone sfortunate, devastate da un inatteso e anomalo ciclone, alle sue conseguenze drammatiche, alle vite spezzate... 

Si affollano nella mia mente controversi ricordi, legati alla Sardegna, di quando, appena conclusi gli studi, mi avventurai, in nave, cercando "cambiamento" e già quel fatto costituiva, nella mia famiglia, una grande novità. Pareva ci fossero maggiori possibilità per l'insegnamento, piuttosto che da noi, dove la concorrenza in graduatoria, per giovani insegnanti, era già allora "demoralizzante". Non sono rimasta molto, prima di ammalarmi ed essere rispedita al mittente, ma quel tempo mi è bastato per capire cose che sino ad allora non immaginavo nemmeno. Indipendentemente dal mio scarso vissuto "isolano" parecchie cose mi sono rimaste nel cuore, intrecciate all'amicizia, che ho mantenuto negli anni, con parecchie delle persone venute poi in Liguria (dimostrando maggior senso pratico, rispetto al mio andare al contrario). Profumo e sapore di mirto, alimentano ancora i miei tanti ricordi, che oggi, vedendo lo strazio di quella terra, si fanno struggenti.


Durante la passeggiata, avevo raccolto le bacche per fare un liquore di mirto che, nonostante non sia un distillato, riscuote sempre tanto successo, a fine pranzo, come digestivo.
Fra gli altri, ho il difetto di non pesare mai le bacche o le foglie che mi servono, mi lascio sedurre più dall'estetica che dalle quantità e infilo rametti completi all'interno delle bottiglie, dove vado poi ad aggiungere l'alcool a 95° e successivamente lo sciroppo di zucchero. La bottiglia dove pongo i rami deve essere liscia e cilindrica, senza strane forme, visto che dovrà rimanere coricata per 10 giorni ed il mirto dovrà rimanere quasi completamente coperto.


Non è difficile riuscire a farlo se si scelgono fuscelli diritti, senza ramificazioni. Se le bacche portate dal ramo che avremo scelto ci sembrano scarse, ne possiamo aggiungere, ma per la buona riuscita del digestivo, non è importante che siano molte, una decina sono un numero più che sufficiente, ci sono comunque le foglie che fanno la loro parte.
Dobbiamo considerare che nella bottiglia, oltre all'alcool ci dovrà poi stare anche lo sciroppo di zucchero, quindi scegliamo il formato giusto.

Per ogni quarto di alcool da liquori a 95° faremo uno sciroppo con mezzo litro d'acqua e 250 grammi di zucchero. Ricordate che lo sciroppo si confeziona con acqua portata a bollore dove faremo sciogliere la quantità di zucchero indicata. Lo sciroppo dovrà essere completamente freddo quando lo verserete nella bottiglia con il macerato di foglie e bacche.
Se non gradite mantenere in bottiglia bacche e foglie, preparate la macerazione in barattolo chiuso e colate con cura prima di aggiungere lo sciroppo.
Conviene comunque attendere i 10 giorni di macerazione in alcool, prima di mescolare i due liquidi. Caso mai dovesse risultare eccessivamente forte, potrete aumentare la quantità di acqua, ovviamente dopo averla bollita e lasciata raffreddare. 
Tenete conto che il mirto non deve necessariamente essere filtrato, se cadono nel bicchiere piccoli frammenti, sappiamo di che si tratta.

Come per ogni altro liquore fatto in casa, dovrete attendere almeno un mese prima di poterlo gustare senza sentire la fastidiosa prevalenza dell'alcool.
L'effetto digestivo del mirto si accentua se il liquore viene addizionato con acqua calda, mentre con ghiaccio ed abbondante acqua si trasforma in un'ottima bevanda dissetante.  
 

 
Vi prego, fate una piccola donazione alla Croce Rossa,
un SMS è poco davvero, ma il mare è fatto di gocce d'acqua...