Zia Marta inverno

Zia Marta inverno

sabato 30 novembre 2013

Uova sode ripiene

Una ricetta fuori moda... 

Un tempo, quando si andava a cena, nei tipici ristorantini dell'entroterra ligure, oltre ai funghetti sott'olio, con gli antipasti, non mancavano mai le "uova ripiene" e una o due fette di salame. Ricordo che, da fidanzati, con quello che divenne poi mio marito, andavamo in un posto semplice e alla buona che proponeva, già allora, piattini assortiti e colorati di tipicità locali ed aveva prezzi molto bassi. Noi lo chiamavamo "il Fauno" perché aveva uno sguardo furbetto ed intrigante ed una barba un po' rada e appuntita. Il Fauno, nonostante qualche chilo di troppo, era un uomo agile e piuttosto giovane; la sua mansione era quella di servire in tavola, mentre in cucina lavorava soltanto la sua compagna, una donna del posto, timida e grossolana, sicuramente più anziana di lui, che lo trattava da figlio.

Le mode cambiano, forse le uova sono una cosa troppo semplice da proporre, adesso che i gusti della clientela sono più ricercati e in cucina, ad ogni livello, ci sono cuochi professionalmente formati che fanno sicuramente di meglio.
Le uova del Fauno erano sempre screziate, mai di colore unico, perchè Rosanna, nell'impasto che preparava per riempire, aggiungeva le olive tritate, oppure la maggiorana o il rosmarino. Insomma le uova del Fauno erano diverse da tutte le altre e l'idea di cambiare gli ingredienti del ripieno era venuta proprio in seguito ad un suo suggerimento. Noi sapevamo tutto, ci confidavano i loro segreti.  


Oggi, dal momento che avevo tante 
uova disponibili, ho pensato di rifare questa semplice cosa, che mi soddisfa sempre e mi riporta a ricordare cose piacevoli e simpatiche. Dopo aver fatto bollire per una decina di minuti, in acqua salata (non chiedetemi perché). Si sgusciano le uova, cercando di non danneggiarle troppo. Per ottenere un buon risultato, non devono essere troppo fresche, vanno bene quelle "vecchie" di una settimana (io le tengo sempre in frigorifero, ma invecchiano ugualmente). Ci sono persone che per facilitare l'operazione e non danneggiare le uova ci soffiano dentro dopo aver intaccato il guscio e questo mi lascia sgomenta, anche perchè, questo prodotto viene poi consumato senza ulteriori trattamenti e solo d'idea che qualcuno ci abbia soffiato è disgustosa (adesso non mangerei più le uova del Fauno, magari quei due ci soffiavano dentro...)

Andiamo avanti, si prepara una maionese con tuorlo ed olio extravergine, se non siamo tanto esperte con la maionese possiamo anche usare quella pronta, che è tutta un'altra cosa, ma evita crisi isteriche.
Chi ha  fatto la maionese aggiungerà qualche goccia di aceto (quella in vasetto è già acidula) e poi mescolerà bene con del tonno al naturale oppure sott'olio, ma ben scolato e sminuzzato.
Non rimane che tagliare le uova a metà, nel senso della lunghezza e separare il tuorlo dall'albume, facendo molta attenzione a non danneggiare, quello che sarà fra poco, il nostro contenitore da riempire. Anche il tuorlo deve essere schiacciato per bene a forchetta e sarà quello che darà consistenza al ripieno.  
A questo punto, volendo, si può aggiungere pane bagnato in aceto (attenzione se ne avete già messo nella maionese, non esagerate)  e si possono differenziare i sapori con capperi, olive oppure acciughe o senape... Ogni metà di uovo verrà quindi riempita con l'equivalente volume dell'uovo, è bello che rimangano ben gonfi. Io aggiusto con la forchetta e pongo su ogni uovo ripieno una piccola oliva in salamoia, ma potrete mettere un cappero, oppure un pezzetto di acciuga, giusto per rendere evidente il sapore di quella metà... Se in casa piacciono le uova sode, sarà un successo ed una festa di sapori, più o meno forti.

Vi assicuro che nonostante non sia più di moda, questo semplice "intruglio" costituisce un ottimo antipasto e a casa di Zia Marta questa serà costituirà un bel secondo, accompagnato da una fresca insalata e qualche bella fetta di pane rustico, 
quello che ho fatto io...   


 Ogni volta, con le uova ripiene, il mio ricordo torna al Fauno, a Rosanna, alla loro graziosa "Trattoria del Castello" e anche a mio marito che non c'è più.