Zia Marta inverno

Zia Marta inverno

venerdì 3 gennaio 2014

Restauro di fine anno



Scoppiettante inizio d'anno...

Sono certa che, tutti coloro che mi stanno attorno, avevano pronti nel cassetto tanti buoni propositi per il nuovo anno. Solitamente si formulano propositi nella consapevolezza che ci saranno ben 365 giorni di tempo per portare a compimento quello o quell'altro impegno, sottoscritto, nella gran parte dei casi, soltanto con se stessi.

Sono le nostre sfide, quelle che ci poniamo per avere in qualche modo delle regole alle quali sottostare. Spesso dobbiamo sentirci "ingabbiati" per essere a nostro agio e sviluppare un percorso da vivere in un intero anno, con un certo stile e degli obiettivi definiti.
Ma quello che mi domando spesso è se poi li verifichiamo, questi nostri buoni propositi...




Abbiamo portato a compimento tutto quello che ci eravamo prefissati di fare per il 2013? Io di sospesi ne ho e li ho inseriti nel nuovo bilancio per il 2014, nello stesso istante in cui mi sono resa conto che non erano ancora "attuabili" anche perchè, certe soluzioni, non dipendono da noi, ma da altri e quindi dobbiamo sottostare ai loro tempi, come ai tempi della "giustizia" ad esempio... Non dipende da noi, ma da un procedimento, da un giudice, da un tribunale... Ci trasciniamo così, inesorabilmente in attesa di concludere.
Ci avviamo adesso, come ogni anno, ad intrapprendere questo nuovo viaggio nel 2014 con un fardello di insoluti precedenti, già più o meno fiduciosi sulla risoluzione dei nodi che ci legano alle nostre vicende.
La mia "nuova" sedia gialla
In preda a tutti questi pensieri, anch'io, mi accingevo a vivere l'ultimo giorno dell'anno, quando ho visto quella strana sedia che avevo cercato di risanare nell'estate e che avevo poi riposto in attesa di verifiche sulla risoluzione del trattamento fatto con l'antitarlo.
Se volevo regalarmi quel necessario senso di completezza che, almeno parzialmente, avrebbe riempito una delle mie lacune, quella sedia era l'oggetto ideale. Il lavoro di cui necessitava non era poi molto e di segatura non ne avevo più vista, segno che i tarli erano stati debellati. Eccola, sarebbe stata la mia compagnia per la notte di San Silvestro e così, mentre tutti si affannavano a preparare cenoni e a mettersi "in ghingheri" io affrontavo il mio ultimo "lavoretto" incerta sui tempi e sulla riuscita. Non ho fotografato le fasi del mio restauro, di tempo non ne avevo molto e non pensavo nemmeno che avrei condiviso questi miei pensieri... Fotografo invece il risultato finale, dopo 7 ore buone di lavoro, ascoltando il discorso del Presidente della Repubblica per poi passare con Carlo Conti alla serata di festa a Saint-Vincent e subito dopo ad uno spettacolo pirotecnico fantasmagorico, che dalla costa si alzava davanti alle mie finestre... Una colonna sonora ci vuole, e quella era la più attuale del momento, la più incoerente per me, in quella serata, mentro chiudevo un capitolo per iniziarne subito un'altro, più scoppiettante, come quei fuochi d'artificio...  

Metterò la sedia nell'ingresso, vicino ad una vecchia consolle che ho ridipinto da poco e dal momento che mi piacerebbe avere un portaombrelli di ceramica, che è molto costoso, ho pensato di riciclare una cosa orribile che avevo trovato un giorno per caso e riposto in magazzino. Tengo sempre tutto, perchè tutto può servire, basta saper aspettare e oggi 2 gennaio 2014 è venuto il momento del portaombrelli in plasticaccia... 





E' arrivato il tempo di riciclare anche le cose brutte ed inutili per riportarle a nuova vita. Impariamo a rinnovare, per favore, ne abbiamo tutti tanto bisogno e basta davvero poco:
un po' di colore, di quello giusto, con quel tanto di buona volontà che ci salva.
NOTE: Il restauro è stato fatto con successive mani di colore acrilico, in tinte diverse rimescolate, sino a trovare la tonalità desiderata. La vernice di finitura è opaca, per evitare i riflessi
e l'effetto "luccicante" che proprio non mi piace perché fa troppo "nuovo".